Il Sacro Monte d’Orta

Il Sacro Monte d’Orta è posto a circa 400 metri d’altitudine in magnifica posizione panoramica sull’abitato di Orta e sul lago omonimo. Al suo interno sono state costruite  venti cappelle affrescate, in cui 375 statue in terracotta di grandezza naturale illustrano la vita di San Francesco d’Assisi.

I lavori di costruzione del complesso religioso iniziarono nel 1590 e si protrassero per più di un secolo.

 Per rendere la storia narrata più gradevole e reale gli artisti si sono ingegnati a creare statue prese a modello dalle persone del luogo : figure non sempre eleganti e piacevoli, ma concrete e vissute.

Nella prima fase costruttiva le soluzioni architettoniche prescelte fanno riferimento a modelli tardo rinascimentali: attivi in questa fase, tra gli altri, lo scultore Cristoforo Prestinari, i pittori Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere e il Morazzone. Essi realizzarono gruppi scultorei intimi e raccolti, definiti con sobrio realismo e raffigurazioni pittoriche descrittive chiare, ma anche eleganti ed aggiornate alla moda dell’epoca.

Dalla metà del Seicento si fa strada un profondo cambiamento nel modo di intendere il percorso sacro che viene riproposto in chiave di sfolgorante spettacolo barocco: protagonisti in questa fase sono lo scultore Dionigi Bussola ed i pittori fratelli Nuvolone.

A fine secolo il pittore lombardo Stefano Maria Legnani introduce al Sacro Monte il nuovo gusto rococò che contraddistingue anche gli interventi settecenteschi, sia per gli affreschi che per le sculture realizzate dal Beretta. A fine settecento si chiude definitivamente la storia del cantiere del Monte con la costruzione della neoclassica Cappella Nuova, rimasta incompiuta.

Oltre agli artisti, apprezzabile il contributo di validi artigiani locali che hanno lasciato numerose testimonianze della loro arte laboriosa creando porte, griglie e grate in legno e ferro battuto di splendida fattura.

Il territorio della Riserva è di 13 ettari suddivisi in due zone distinte: le pendici della collina in cui prevalgono i boschi di latifoglie e l’area monumentale in cui la vegetazione è da sempre curata come giardino storico.

Già l’autore del progetto del Sacro Monte studiò, non solo il percorso tra le cappelle ma anche l’ambiente e la vegetazione: si è quindi creato quel singolare rapporto tra la natura, lo spettacolo del lago, il verde e le cappelle che tuttora contraddistingue il Sacro Monte. La vegetazione si è poi modificata nel tempo, in rapporto al gusto e anche al tipo di utilizzo del complesso, favorendo le essenze più ornamentali: faggi, tigli, querce, pini silvestri sono oggi di notevoli dimensioni.

Accanto a queste tra gli arbusti, utilizzati soprattutto come siepi lungo i viali e come gioiose macchie di colore all’interno della vegetazione, spiccano il bosso, il lauro ed numerosissimi agrifogli.  

 

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