La Storia

L’autore del progetto fu l’architetto Cleto da Castelletto Ticino e, sin dall’inizio, venne accuratamente studiato non solo il percorso tra le cappelle ma anche l’ambiente e la vegetazione: si determinava,  in tal modo quel singolare rapporto tra la natura circostante, lo spettacolo del lago, il verde e le cappelle, che tuttora contraddistingue il Sacro Monte. La comprensione della vita del Santo doveva risultare facile per tutti i fedeli, prevalentemente analfabeti; per rendere la storia narrata più gradevole e reale gli artisti si sono ingegnati a creare statue prese a modello delle persone del luogo: figure non sempre eleganti e piacevoli, ma concrete e vissute. Per facilitare la visita furono inoltre affrescate delle manine sulla facciata delle cappelle per indicare ai fedeli il corretto percorso devozionale.  I lavori di costruzione del complesso religioso iniziarono nel 1590 e si protrassero per più di un secolo. Nella prima fase costruttiva le soluzioni architettoniche prescelte fanno riferimento a modello tardi rinascimentali: attivi in questa fase, tra gli altri, lo scultore Cristoforo Prestinari, i pittori Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere e il Morazzone . Essi realizzarono gruppi scultorei intimi e raccolti, definiti con sobrio realismo e raffigurazioni pittoriche descrittive  chiare, ma anche eleganti ed aggiornate alla moda dell’epoca. Dalla metà del Seicento si fa strada un profondo cambiamento nel modo di intendere il percorso sacro che viene riproposto in chiave di sfolgorante spettacolo barocco: protagonisti in questa fase  sono lo scultore Dionigi Bussola ed i pittori fratelli Nuvolone. A fine secolo il pittore lombardo Stefano Maria Legnani introduce al Sacro Monte il nuovo gusto rococò che contraddistingue anche gli interventi settecenteschi, sia per gli affreschi che per le sculture realizzate dal Beretta.  A fine settecento si chiude definitivamente la storia del cantiere del Monte con la costruzione della neoclassica Cappella Nuova, rimasta incompiuta. Oltre agli artisti, apprezzabile il contributo di validi artigiani locali che hanno lascito numerose testimonianze della loro arte laboriosa creando porte, griglie, grate in legno e ferro battuto di splendida fattura.

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